Trekking in Trentino: 4 Percorsi Da Non Perdere

Il Trentino è la terra dei trekking italiani. Sia che siate amanti ed esperti di questa disciplina o che vi stiate semplicemente avvicinando allo sport, il territorio più a Nord d’Italia ha qualcosa da offrirvi che vi lascerà dei ricordi indelebili. Paesaggi incredibili, viste mozzafiato e ripide salite contribuiscono a creare e costruire, passo dopo passo, un grande rapporto con la montagna, facendovi innamorare di essa. Perché quando sei là, con lo zaino sulle spalle, tra rocce e boschi, trovi uno strano silenzio, quasi una musica, e anche una sensazione di solitudine piacevole, quella solitudine che ti aiuta a mettere in ordine i pensieri.

Si possono trovare percorsi di diversi giorni, così come itinerari che possono essere completati nel giro di qualche ora. Quali sono i nostri preferiti? Abbiamo scritto questo articolo proprio per farvelo sapere. Ecco dunque la nostra classifica dei migliori trekking che, ovviamente a nostro parere, il Trentino ha da proporvi. Con ognuno di essi riporteremo anche il tempo di percorrenza medio, in modo che possiate farvi un’idea se fa per voi oppure no. Buona lettura e buone camminate!

trekking in trentino

Trekking dei due corni

Il primo trekking che andiamo a proporvi si può completare in giornata e parte dal passo di Oclini. Una volta parcheggiato nell’ampio parcheggio dell’Hotel Corno Nero, è possibile ammirare due vette. Queste sono proprio i due corni che danno il nome a questo trekking.

Stiamo parlando del Corno Bianco e del Corno Nero.

La particolarità di questo itinerario è che il percorso va a formare una sorta di 8, nel quale è possibile tornare al punto di partenza a metà strada, in modo da far rifornimento o da ridurre la distanza, nel caso si desiderasse finire prima la propria avventura. Dal passo di Oclini, che si trova a circa 2000 metri sul livello del mare, si può ammirare, maestoso, il Corno Bianco. Questo sarà il primo monte della giornata, sul quale si toccherà quota 2350 metri. Già dal basso è possibile ammirare la cima e, avvicinandosi, non si potrà che essere emozionati per la vista che vi aspetta da lassù. Una volta in cima, potete tornare dalla stessa strada, oppure fare un piccolo giro, che comunque vi riporterà all’auto. Da questo punto si è pronti a salire sul Corno Nero, un po’ più alto, dato che osserverete il mondo da 2450 metri una volta in cima. Il percorso ha un dislivello positivo di circa 800 metri e si sviluppa su una decina di chilometri.

Alta via di Sarentino
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Il trekking più lungo che andiamo a proporvi in questo articolo è della bellezza di 121 chilometri ed ha un dislivello positivo di oltre 6000 metri. Tempo di percorrenza? Dipende molto da voi, ma facendo tappe di 30 chilometri al giorno, che non sono comunque pochi, si riuscirà a portare a casa il giro in un arco di 4-5 giorni. La cosa emozionante di questo trekking sta nel fatto che è un anello: si parte da Bolzano e si ritorna nuovamente là, passando per alcune delle montagne più impervie dell’Alto Adige. Si tratta di un trekking molto impegnativo, non adatto ai principianti, non solo per la lunghezza, ma anche per la difficoltà: pezzi di cordino, sentieri scoscesi ed esposti e strade pericolanti vi aspettano. Ogni anno si tiene una gara di corsa in montagna proprio su questi sentieri, quindi l’intero percorso è ben segnalato con dei marchi gialli su sassi e pietre. Questi, uniti all’aiuto di una buona cartina, vi faranno rimanere sicuramente sul percorso.

Salita sul monte Roen
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Un trekking che può essere fatto in una giornata, nel giro di 8-9 ore. La particolarità di questo trekking risiede nel fatto che permette di compiere un’intera salita che dai 200 metri di Termeno porta ai 2200 metri della cima. 2000 brutali metri di dislivello, da percorrere in soli 10 chilometri, metteranno a dura prova i vostri muscoli. Una volta raggiunta quota 1900 metri, si potrà fare rifornimento al Rifugio Oltradige, gestito dal CAI, il quale permette di mangiare e, volendo, anche di pernottare. Da qui ci sono tre alternative per raggiungere la cima. La più diretta è una via ferrata di difficoltà media, la quale sconsigliamo a chi non possiede il materiale e la preparazione necessaria per affrontarla. Le altre due, invece, sono salite su strade forestali ben mantenute: ancora qualche ora e sarete in cima! Lasciatevi catturare dallo squarcio che il Roen offre su Termeno, il paese di partenza. Giusto il tempo per una foto, “respirare il panorama” e poi giù di nuovo: meglio non rischiare di arrivare col buio.

Vecchia Ferrovia

Se non siete molto amanti delle salite impegnative e volete un trekking che è possibile svolgere anche con una preparazione fisica di base, allora quest’ultima scelta vi piacerà. Si tratta di percorrere i sentieri della Vecchia Ferrovia, che da Ora porta fino a in val di Fiemme.

L’intero percorso è segnato molto bene e tutto su strade forestali, dove una volta passava una ferrovia. Passerete all’interno di gallerie (ben illuminate, ovviamente), costruite diversi decenni fa, per far passare il treno. L’intero percorso si snoda su 40 chilometri, con circa 1000 metri di dislivello positivo: insomma, non è di certo un trekking corto da portare a casa in giornata, ma se si vuole fare un’avventura fuori porta allora è l’ideale, dato che ci sono tantissimi sentieri che dal principale portano al paese più vicino, dal quale è poi possibile prendere un autobus per tornare a casa. Un’alternativa è quella di prendere la macchina fino a Montagna, un piccolo paese sopra ad Ora e cominciare da là il proprio trekking: in questo modo si toglieranno i primi chilometri, alcuni dei quali sono su fastidiosi tratti asfaltati.

 

Questa è la nostra classifica personale e, come abbiamo già detto, non pretende di fare giustizia al territorio. Siamo molto curiosi di sapere quali sono i trekking che più amate della vostra zona e quali vi hanno lasciato emozioni particolari. Alla fine, il posto conta poco: l’emozione di arrivare ad una meta, di salire su una cima o anche solo di portare a casa un chilometraggio che non si credeva possibile, è ciò che accomuna tutti gli amanti dell’escursionismo.

Articolo di Daniel Zanatta

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