Il Viaggio Mi Ha Insegnato A Vivere E Ad Essere Felice

Un viaggio può ispirare una vita intera, un viaggio sa essere un maestro, un amico, un amante. Gli altri te lo chiedono, ma tu non trovi le parole che loro vorrebbero per riuscire a spiegare che significato ha quel biglietto aereo, quel treno lento che ti porterà chissà dove, quella barca che sembra sempre ferma ma non lo è mai. La stessa emozione che provi quando si sta per realizzare quel sogno a cui tenevi tanto, perché ogni viaggio ha il sapore di un sogno che ha trovato il modo di esprimersi e di rivendicare la propria identità.

E come fai a spiegare il valore di un sogno? Come fai a spiegare perché ci tieni, perché ti costringe a stare sveglio anche quando il sonno bussa alla porta, perché saresti disposto a giocare tutto quello che hai guadagnato per dargli anche solo una possibilità di vita? Come accade per un viaggio, non riesci a spiegarlo a parole, è troppo grande, troppo indefinito, troppo meravigliosamente imperfetto per avere una definizione. 

Ogni viaggio custodisce una magia e ognuno di noi ha un disperato bisogno di magia.

Soprattutto oggi. Ognuno di noi ha bisogno di seminare entusiasmo e coltivare la speranza di veder fiorire un’emozione ancora più grande. Perché al di là di uno schermo di uno smartphone, al di là di un computer, al di là di una reflex, ci siamo noi e ci sono delle emozioni che non hanno un costo, non hanno un prezzo e un’etichetta. Ma sono reali, tremendamente reali. E sono essenziali per riuscire a chiamare vita la nostra esistenza. Possono fare male, possono essere scomode, possono indurci a rimettere in gioco tutto quello che abbiamo, ma sono vitali.

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Privarsi delle emozioni è come chiudere le porte alla vita, è come dirle “tu aspetta fuori, ci sono cose più importanti, non farmi perdere tempo”. Ma come facciamo a chiamarla vita, se non ha emozioni? E se il viaggio incendia dentro di noi quelle emozioni, allora evitiamo di usare acqua ed estintori per fermarle. Brucia, forza, perché non posso farmi male. Come fanno a farmi male se stanno cercando di riportarmi in vita, di darmi tutto l’ossigeno possibile? Sì, è vero, forse lo fanno in un modo non delicato, forse non sempre toccano i tasti giusti, ma la vita è anche questa.

Ognuno di noi ha il diritto di emozionarsi, di dare ascolto al cuore quando inizia a battere con più intensità, per qualcuno o per qualcosa. Ognuno di noi ha il diritto di potersi dedicare anima e corpo a un sogno. 

Evitiamo di rimandare continuamente quella partenza, evitiamo di raccontarci che va bene così, che tanto c’è tempo per vedere il mondo. Quando avremo quel tempo che diciamo di voler aspettare? E soprattutto quanto durerà questo tempo? Non lo sappiamo, è questa la verità.

E allora, ricordiamoci che se siamo qui è anche per essere felici e diamo il permesso a noi stessi, alla nostra mente, ai nostri occhi, alla nostra anima, di indossare l’abito migliore, fatto semplicemente di uno zaino con dentro un passaporto e qualche vestito, e di salire su quell’aereo o su quel treno o su quell’auto, per iniziare ad esplorare.  

Non dobbiamo per forza mollare tutto, lasciare casa, lavoro e affetti e partire per il giro del mondo, ma dobbiamo essere consapevoli che se abbiamo il desiderio di vivere un viaggio, qualsiasi tipo di viaggio, dobbiamo darci la possibilità di farlo. Con i nostri tempi, dando la possibilità al viaggio di cambiarci, di farci aprire gli occhi, di aiutarci a cambiare vita, se è necessario.

viaggioNon lasciamo che sia la routine, l’abitudine, il classico “abbiamo sempre fatto così”, a gestire il ciclo vitale dei nostri sogni, dei nostri desideri e delle nostre emozioni, a stabilire il calendario ideale per vivere. Non ritorneremo sulla casella “start”, non avremo di nuovo 20, 30, 40, 50, 60, 70 anni. Li abbiamo oggi e domani si saranno accumulate già delle ore in più.

Lasciamo che il nostro cuore si contamini di bellezza, di nuove mete, di emozioni, di ricordi, di voli, di lunghe strade senza case e senza bar, di “on the road”, di foreste, di tramonti visti da spiagge diverse e di boschi da cui sembra di non riuscire ad uscire. Mangiamo e beviamo la vita, senza aver paura. Ricordiamoci che uno dei regali migliori che ci hanno fatto è l’opportunità di essere curiosi, l’opportunità di stupirci, ogni giorno. E il viaggio è uno scrigno di occasioni per riuscire a stupirsi, per cercare di sentire di nuovo la vita pulsare. Cosa c’è di più importante, in fondo?

Anche se magari non ci troviamo nel nostro periodo migliore, anche se c’è qualcosa che non sta andando come avevamo previsto, anche se quel lavoro che portiamo avanti non riesce a darci le soddisfazioni che desideriamo, anche se un amico, un’amica, ci ha deluso al punto da voler chiudere quel rapporto… cerchiamo di ricordarci sempre che abbiamo bisogno di nutrire la nostra anima con delle emozioni. E viaggiare può aiutarci a recuperarle o a trovarne di nuove e ad accenderle, anche dopo tanto, troppo tempo.

Non è la soluzione, ma è una possibilità.

Il viaggio è come una musica classica, lenta, leggera, che ci accompagna mentre ripensiamo ai ricordi di qualcosa di splendido e detta il ritmo ideale per la giusta colonna sonora.

Non ha bisogno di parole, ti chiede solo di chiudere gli occhi e lasciarti avvolgere da una sensazione troppo complicata da trovare nel frastuono della nostra quotidianità.

Un momento, una parola, una confessione, un bicchiere di vino in riva al mare, l’alba vista dagli scogli, uno sguardo alla luna senza nessuna luce intorno, il respiro che riesci ad ascoltare mentre tutti dormono, una serata che non dimenticherai mai.

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E le mani scorrono sulla tastiera come se fossi un pianista alle prese con un nuovo brano che non sa se tenere segreto o se svelare al pubblico, perché una volta che viene liberato non sarà più suo, come un figlio che nasce e inizia a crescere. E fa paura, a volte, ma il viaggio ci insegna anche a lasciar andare, a liberarci, a ritrovare il nostro equilibrio lasciando indietro qualcosa o qualcuno.

Il viaggio è come il silenzio dopo giorni e ore di rumore, dopo intere giornate in metropolitana e poi in ufficio, dopo intere serate trascorse tra cene e chiacchiere: è quel momento in cui sali le scale per tornare a casa, chiudi la porta alle tue spalle, levi il cappotto, recuperi la musica che sa tenerti compagnia quando non vuoi nessuno intorno e ti abbandoni sul divano o sul letto, dimenticandoti di tutto.

Un viaggio contamina il tuo pensiero al punto da aiutarti a prendere delle decisioni importanti, al punto da farti capire se quella che stai abbracciando è davvero la tua vita, quella che dici di aver voluto, desiderato e costruito oppure quella che qualcun altro ha deciso di progettare per te.

E se scopre insieme a te che non si tratta della tua vita, ti sussurra che è possibile cambiare, che c’è sempre un modo, che puoi perdere tutto e ricostruire tutto, se ne hai voglia.

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Un viaggio non ti fa dormire, nemmeno riposare, perché ti costringe a stare con le tue verità in mezzo a un oceano di domande, senza scialuppa di salvataggio. E devi stare lì, fino a quando non sei riuscito a risolvere le docili bugie che ti racconti. Perché lo facciamo tutti, ne abbiamo bisogno, ma dobbiamo imparare a darci dei limiti e il viaggio ci aiuta a costruire dei punti di vista diversi e dei confini più onesti.

Un viaggio sa risolvere quello che c’è di irrisolto, se solo gli dai la possibilità di farlo, se solo lo metti in condizione di provare a darti una mano.

Innocente e silenzioso, riesce a capire quando è il momento di farsi sentire, provando ad alzare la voce, ma non sarà mai invadente.

E può aiutarti a cambiare vita, può aiutarti a decidere di dedicarti di più ai tuoi sogni, ai tuoi desideri. Un viaggio ti aiuta essere più felice, emozionandoti.

 

di Jessica Malfatto

(conosci meglio chi c’è dietro “Zaino in Viaggio”)

 

 

 

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Redazione Zaino in Viaggio

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