A Piedi o In Metro? Il Dilemma del Viaggiatore Professionista

Vivere la città a passo d’uomo è un’altra cosa, è qualcosa di speciale. Si tratta di un’esperienza completamente differente rispetto a chi la abita nel via vai della quotidianità, dove è difficile alzare lo sguardo ed accorgersi di quello che ci sta attorno. L’elogio della marcia, del cammino lungo le vie più o meno urbanizzate di un centro abitato, questo è quello che intendiamo. Nell’articolo di oggi, vogliamo mostrare come il muoversi in maniera autonoma, senza dipendere da quelle protesi motorie che possono diventare i mezzi pubblici, sia il modo migliore per un viaggiatore professionista per conoscere in profondità le venature di una città. Inizieremo mettendo in luce i due modi di visitare un paese, per poi farli affrontare in uno “scontro” dal quale solo le gambe emergeranno vittoriose.

Ovviamente si tratta di una nostra personale opinione e con essa non si vuole affatto denigrare chi decide di utilizzare mezzi di trasporto per muoversi all’interno di una città che si sta visitando. 🙂

Vi auguriamo una buona lettura!

viaggiatore professionista

L’elogio della marcia

Il camminare ha il potere di riportare l’uomo alla coscienza felice della propria esistenza.

Più o meno così è scritto nel bellissimo libro di David Le Breton, dal cui capolavoro questo articolo trae ispirazione. In altre parole, il muoversi a piedi ha la capacità di farci accorgere quanto fortunati siamo a poter abitare questo pianeta e a quante possibilità esso dischiuda davanti ai nostri occhi, o per meglio dire di fronte alle nostre gambe, se solo abbiamo il coraggio di muoverci verso di esse.

Scoprire una città a piedi, magari perdendosi per le vie meno battute, ha un valore aggiunto innegabile rispetto al seguire i soliti itinerari prestabiliti dalle guide turistiche, che spesso sono una raccolta di cartine della metropolitana e tabelle con gli orari del tram. Esplorare camminando significa perdersi sia nello spazio sia nel tempo, in quanto la dimensione dell’orologio spesso abbandona il suo potere di scansione delle giornate, per lasciare spazio al fluire delle emozioni e delle sensazioni.

Camminando, poi, si può godere di viste che con i mezzi non sarebbero neanche immaginabili. Panorami, edifici particolari, parchi immersi all’interno del caos urbano, piccoli negozi caratteristici e artisti di strada talentuosi sono solo alcune delle perle offerte dalla città a colui che decide di confrontarsi con lei solo contando sulle proprie gambe. Certamente, il muoversi a piedi è una modalità di esplorazione molto lenta, che richiede un’ingente quantità di tempo fisico e potrebbe non essere troppo adatta a chi ha solamente poche ore e desidera raggiungere qualche monumento caratteristico. Ma diciamocelo, quante volte capita di avere giusto qualche minuto o qualche ora per visitare un posto nuovo? Molto raramente, secondo noi.

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Vi è anche l’aspetto ambientale che per un viaggiatore professionista è chiamato in causa a gran voce. Di fatto, il muoversi a piedi, se venisse accettato dalla maggior parte della popolazione, avrebbe un grande impatto positivo sulla questione climatica. Visitare una città a piedi, secondo noi, significa anche portare rispetto per il verde che la circonda e, in quanto viaggiatori amanti di questo pianeta, ci teniamo a dare il nostro contributo.

Infine, l’ultimo punto importante a favore del visitare una città sulle proprie gambe, sta nel fatto che le deviazioni di percorso siano molto più probabili e che l’avventura sia sempre dietro l’angolo. È possibile partire con una meta in mente e, a metà strada, accorgersi che c’è altro ad attirare la nostra attenzione, facendo saltare il piano iniziale. Tutto ciò fa parte del perdersi e del lasciarsi conquistare dall’ambiente che, a fatica, persone prima di noi hanno costruito.

La città veloce

La città veloce è quella che viene vista in un giorno, spostandosi con la metropolitana o il tram e visitando tutti i centri di interesse che si possano pensare. La città veloce è quella che segna lo scorrere del tempo con il biglietto di entrata nei musei e nelle cattedrali, quella che delinea un percorso ben preciso giorni prima della partenza e lo segue meticolosamente una volta arrivati. La città veloce, secondo noi, è un po’ come la trasposizione vacanziera del via vai giornaliero.

Ovviamente, ci sono dei vantaggi significativi per questo metodo di viaggio, specialmente se il tempo a disposizione è oggettivamente poco.

In primo luogo, si riesce ad avere un’immagine più completa del complesso urbano in poche ore e si gettano le basi per visite future. Muoversi con i mezzi di trasporto fa capire come la città è organizzata, quali sono i punti centrali e come arrivare efficacemente ad un qualsiasi punto sulla cartina, senza perdere troppo tempo.

Un altro vantaggio sta nella possibilità di dare una struttura al viaggio, che molti professionisti dell’esplorazione sembrano apprezzare. Sapere che all’ora x ci sarà la visita la museo y è l’ideale per la mente matematica, quella che ama conoscere ciò che avverrà dopo con largo anticipo.

Infine, il muoversi con i mezzi è un buon modo per entrare nel vivo dell’azione cittadina. Di fatto, la maggior parte degli abitanti si sposta in metro o con l’autobus e prendere questi veicoli dà la possibilità di immergersi in una rete di connessioni umane diversa da quella vivibile a piedi.

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Punti di contatto

Muoversi a piedi o prendere i mezzi sembra essere una di quelle decisioni che divide il mondo dei viaggiatori in due squadre. La verità, secondo noi, è che si tratta di modi diversi per poter vivere l’esperienza del viaggio e siamo consapevoli che ci sono pro e contro in ambo le parti. La nostra preferenza, come si è potuto capire dal taglio che abbiamo dato a questo articolo, ricade sullo spostamento autonomo, senza ricorrere a dei mezzi di trasporto. Soppesando le diverse caratteristiche di queste modalità di viaggio, possiamo dire che la marcia ci regala emozioni diverse dal via vai a cui si è abituati nella vita di tutti i giorni e, specialmente quando ci si allontana dalla routine, crediamo che sia positivo lasciare andare un po’ la presa, alleggerire il ritmo e godersi i luoghi in cui ci portano le nostre gambe.

Uno zaino e un paio di scarpe, saranno sempre il nostro compagno di viaggio preferito.

 

Articolo di Daniel Zanatta

 

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