Interrail: i 3 motivi per innamorarsi dell’Europa

L’interrail è da sempre considerato il viaggio di iniziazione dei ragazzi avventurosi, che senza un soldo in tasca ma con un bagaglio pieno di curiosità ed energia intendono passare un’estate in giro per l’Europa, toccando in treno quanti più paesi nel minor tempo possibile.

Ma l’interrail non è solo il viaggio di maturità della compagnia di diciottenni scalmanati, è la forma più autentica di scoperta del nostro continente, e per questo dovrebbe essere intrapreso da chiunque una volta nella vita.

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Photo by nmorao on VisualHunt / CC BY-SA
#1 BUDGET

Diciamocelo, con i tempi che corrono non sono solo i liceali a non avere risparmi da investire in viaggi sontuosi. Con gli anni infatti una buona parte della generazione “under 30” ha visto ridursi all’osso le possibilità economiche dovute, ad esempio, a un costante ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro.

Consapevoli di questo, quindi, cosa c’è di meglio di un biglietto flessibile, con diverse fasce di prezzo in base alla durata del viaggio e al percorso prescelto, a partire da 200€, che ti permette di vivere un’esperienza unica e complessa?

L’Interrail Pass si suddivide in due macro-categorie: Interrail Global Pass che permette di toccare paesi diversi con un unico biglietto, a costi differenti a seconda della flessibilità prescelta e della durata del viaggio, e Interrail One Country Pass, che come suggerisce lo stesso nome, è inteso per chi vuole scoprire ogni angolo recondito di un singolo paese europeo.

A questo va aggiunto un altro importante vantaggio nel budget complessivo del viaggio, spesso tenuto poco in considerazione da chi si avvicina per la prima volta al mondo Interrail e storce il naso perché over 27 (e quindi rientrante nella categoria di biglietti “per adulti” di fascia superiore): la possibilità di risparmiare sugli alloggi dormendo in treno.

Questo aspetto è fondamentale per i viaggiatori col portafogli leggero, che sono orientati su mete dal costo della vita alto (principalmente Paesi Scandinavi, ma anche le capitali europee più gettonate dai vacanzieri, tra cui Londra e Parigi in primis).

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Photo by Olly Newport on Visual Hunt / CC BY-NC-SA
#2 UN UNICO VIAGGIO IN MOLTE CULTURE

Come già ribadito, l’Interrail è il pass che permette di attraversare paesi e culture differenti in un solo viaggio. Niente voli intercontinentali combinati con voli interni, niente visti o controlli della frontiera via terra.

Da un unico biglietto del treno si districa il percorso che tocca molteplici Stati europei, tanto più lontani quanto più lungo è il viaggio che si intende intraprendere. Ma anche quando il tempo a disposizione scarseggia e i mesi trascorsi zaino in spalla ad approfondire culture lontane dalla nostra si riducono a un paio di misere settimane estive, con gli eccellenti collegamenti ferroviari europei e una buona dose di sopportazione delle tratte notturne da 10-12 ore senza sgranchirsi è possibile toccare facilmente 4/5 paesi.

Un classico esempio: Austria – Ungheria – Germania – Danimarca – Belgio – Paesi Bassi

Per esperienza personale è un percorso facilmente affrontabile con due settimane a disposizione e un budget a zero, contenuto dai numerosi spostamenti in notturna.

Attenzione a non farsi ingannare dalla falsa convinzione che avendo visitato la capitale del paese toccato si abbia diritto a depennare quella cultura come “già vista / già vissuta”.

Mai limitarsi alla capitale, che spesso e volentieri è ben lontana dalla tradizione del paese di appartenenza, perché sontuosamente distaccata dalla realtà della nazione che rappresenta.

Va comunque detto che un viaggio così sia sicuramente un’esperienza unica nel suo genere, per cui diffidate dal vostro pregiudizio e concedete una seconda visita anche alle città già viste in altri momenti della propria vita. Sicuramente la vedrete sotto una luce differente, del tutto affascinante e magica.

#3 IL SENSO MODERNO DI EUROPEISMO

Se i primi due motivi possono essere più o meno comunemente associati all’Interrail, diverso è il caso della terza motivazione: la lettura del viaggio tra i paesi europei come emblema dell’Europeismo.

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Photo by Olly Newport on Visualhunt.com / CC BY-NC-SA

La nostra generazione è costituita da cittadini europei, senza un’identità di nazione radicata perché i confini si stanno sciogliendo sotto la luce dell’internazionalizzazione, della globalizzazione intesa con accezione positiva. Perché se spesso viene associata alla riduzione delle tradizioni e delle culture dei singoli come mera omogeneizzazione e azzeramento delle identità uniche in un solo mondo uniforme, l’apertura all’altro ha azzerato le frontiere fisiche e mentali tra i diversi popoli. La migrazione è quindi un arricchimento del paese nella conoscenza verso mondi lontani, ma anche possibilità di spostarsi liberamente in altri luoghi del mondo dove cominciare (o spesso ricominciare) la propria vita e insediarsi come nuovo nucleo famigliare, eterogeneo e multiculturale perché costituito dalla nostra identità di cittadini appartenenti al nostro paese ma incastonati in una cultura differente da cui imparare e apprendere.

Ecco che l’Interrail assume un’accezione metaforica importante per il periodo che stiamo vivendo: la possibilità di muoversi liberamente con un unico pass da uno Stato a un altro senza soluzione di continuità, vivendo l’Europa in tutto il suo essere, senza barriere fisiche o culturali da attraversare.

Questo stesso senso di libertà di movimento è vissuto da chi decide di lasciare casa (intesa come home per gli anglo-sassoni: famiglia e affetti) e trasferire la propria vita in un altro luogo, con una realtà e cultura che si distanzia da quella a cui si è abituati fin da piccoli.

Ma se questa possibilità di migrare è ostacolata da pratiche burocratiche di visti e permessi, oltre che dalla difficoltà ulteriore di trovare un proprio spazio a livello lavorativo in uno Stato estero, in Europa le barriere sono abbattute dall’appartenenza alla Comunità, che favorisce il libero scambio di persone e beni tra i confini. Diventa così realizzabile in maniera più concreta il desiderio recondito di mutamento, di passaggio da una situazione stazionaria a cui si è abituati per andare verso l’ignoto di uno Stato diverso da esplorare, in totale libertà da ostacoli che impediscano di vivere a pieno da autentici cittadini d’Europa.

 

Articolo di Vittoria Laghi

 

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